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31 Ottobre 2020
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La “forza” buona del marketing

Come recita un vecchio slogan, la pubblicità, da sempre, é l’anima del commercio.
Lo deve saper bene Nerio De Bortoli, che nella vita non fa il commerciante, però é laureato in… economia e commercio alla prestigiosa università di Ca’ Foscari a Venezia.
E proprio Venezia é stata, nei secoli addietro, la più gloriosa delle repubbliche marinare riuscendo ad espandere il suo monopolio nel Mediterraneo e oltre, arrivando perfino in Cina con il famoso viaggio di Marco Polo e creando un business, come si direbbe oggi, che fece la fortuna di mercanti e nobili famiglie della Serenissima.
De Bortoli, nelle sue origini lagunari, deve aver ereditato la bravura e l’intraprendenza degli antichi antenati. Non sappiamo in che cosa si sia specializzato nell’arco dei suoi studi, però sicuramente, negli anni, deve aver affinato una predisposizione verso il… marketing almeno da quanto sta facendo vedere da quando é arrivato in città per garantire la sopravvivenza del Vicenza calcio, di cui é stato a metà gennaio nominato curatore fallimentare nonché traghettatore in questa stagione sportiva che si concluderà, lo ricordiamo, poi con un’asta che assegnerà la nuova proprietà.
Ora il “nostro” Nerio (e ci perdoni l’eccesso di familiarità!) da quando é montato in sella si é prodotto in una serie di iniziative che forse neppure il più consumato pubblicitario avrebbe potuto ideare. Eccolo allora convocare a rapporto sponsor ed imprenditori, creare un nuovo conto per le sottoscrizioni volontarie dei tifosi, “personalizzare” a pagamento i seggiolini della tribuna dello stadio, essere ospite davanti alle telecamere nazionali della nota trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”, partecipare alle cene dei club biancorossi per la raccolta di fondi, ma anche alle partite di hockey, pensare ad una maglia celebrativa della salvezza (ancora in fase progettuale), ma anche ai braccialetti in vendita allo stadio in occasione della partita casalinga con la Reggiana.
I braccialetti, lo sappiamo, ormai da anni, sono diventati l’oggetto cult per eccellenza di ragazzi e adulti: ce ne sono di ogni tipo, da quelli etnici che per primi hanno invaso il mercato ai più raffinati di note aziende, con marchi e scritte che testimoniano un messaggio.
Quello in questione recita solo Lanerossi Vicenza 1902 e vuol significare un immedesimarsi nella propria squadra del cuore, da portare e sentirsi addosso quasi si trattasse di una seconda pelle, un tratto distintivo per apparire diversi e sentirsi parte di una grande famiglia o, meglio, di una storia che il prossimo 9 marzo festeggerà i 116 anni.
E chissà allora a cosa penserà il curatore, che ha già accennato ad una grande serata al teatro comunale e, soprattutto, pensa a riempire lo stadio Menti per un’amichevole di lusso contro una grande squadra o una selezione che riunisca tanti campioni a cominciare da Francesco Totti.
Un marketing da Master indispensabile però in una società, la nostra, che vive molto sui social e nella civiltà dell’immagine. Lo sa De Bortoli che sfrutta ogni possibile iniziativa affinché venga poi amplificata su Facebook, Twitter, Instagram oltre ovviamente che da giornali e televisioni.
La domanda che tuttavia sorge spontanea é: basterà per arrivare a fine stagione?
Già perché intanto gli stipendi arretrati sono stati pagati prevalentemente con i contributi della Lega e adesso ci si avvicina alla parte più delicata del campionato.
Per fortuna che la squadra, come la Repubblica marinara di Venezia, é diventata… corsara e dopo i successi in trasferta con Teramo e Feralpi Salò é andata a vincere anche a Fano grazie ad un gol di un ritrovato Ferrari. E venerdì sera arriva al Menti, insieme con il tanto annunciato freddo polare, la a Reggiana, la squadra che all’andata mise fine all’imbattibilita dei biancorossi. Ma questa volta De Giorgio e compagni potranno contare sui “magici poteri” dei braccialetti che, più delle armi di Guerre stellari, saranno in grado di trasferire in campo la “forza”, nel lato non oscuro della celebre saga di George Lucas, bensì in quella che produce energia e vita.
Vale a dire quella che serve al Vicenza per arrivare in fondo alla sua battaglia e che vede De Bortoli nelle vesti, se non di Luke Skywalker, di un cavaliere dell’Ordine, anche se in realtà non Jedi, ma dei commercialisti.
In ogni caso che la “forza sia con lui e con il Vicenza”! E chissà che non si trasformi in un film dal lieto fine.

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