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23 Settembre 2021
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E’ un 68° Rally Sanremo con un finale da… suspense: “Lucky” costretto al ritiro nello storico

RALLY – Vinco io, vinci tu? Il dubbio sul nome del vincitore del 68° Rallye Sanremo è stato sciolto non a fine gara, ma soltanto dopo la decisione del direttore di gara Simone Bettati, arrivata a premiazioni già concluse, che annullava tutte le penalità registrate al Controllo Orario 8/A di ingresso al parco assistenza.

In tal modo veniva tolta anche la penalità a Craig Breen-Paul Nagle, l’equipaggio che aveva dominato nelle prove speciali e che in un primo momento era stato sacrificato alla… ragione di stato a favore di Andrea Crugnola-Pietro Ometto, anche loro su Hyundai i20.

Il rally ha vissuto sul filo dell’emozione per tutti i 90,93 chilometri della gara. Partito con la Power Stage di Bajardo vinta sabato da Criag Breen fino alla Cesio-Carpasio, ultima del rally, che con i suoi 20,75 km di speciale, ha lanciato la volata finale per Crugnola. Il varesino, vincendo la prova di chiusura con lo stesso tempo di Basso, recupera in un sol botto 6”7 a Breen.

Grande soddisfazione per il Team Principal di Hyundai Motorsport Andrea Adamo, che si gode la soddisfazione della doppia vittoria sia nel Sanremo WRC, dove hanno monopolizzato la classifica, sia nel 68° Rallye Sanremo dove le vetture della Casa coreana hanno fatto loro le due prime posizioni. “Eravamo venuti a Sanremo per vincere e questo abbiamo fatto” ha dichiarato il team manager.

Terza piazza finale per un concreto Fabio Andolfi, affiancato da Stefano Savoia, che è stato bravissimo a non cadere in errore per tutto il corso della gara riuscendo anche a risultare il più veloce nella prima prova di giornata, la mattutina San Bartolomeo.

Chiusa la partita del podio in quarta posizione salgono  Stefano Albertini e Danilo Fappani, costretti a inseguire con la loro Skoda Fabia EVO dopo un errore, seppur piccolo, nella Power Stage di Bajardo che li ha fatti terminare la frazione di sabato in quindicesima posizione. Hanno poi recuperato terreno nella giornata di oggi, anche se l’equipaggio bresciano ha sofferto di una non perfetta confidenza con la vettura.

Poteva essere della partita Giandomenico Basso, con Lorenzo Granai sul sedile di destra della sua Škoda Fabia R5, che stava lottando per il successo finale (dopo cinque prove era secondo assoluto a 5/10 dall’allora leader Crugnola) prima di forare sulla sesta prova, la Colle d’Oggia-2, nella quale ha perso 48”7 da Breen, miglior tempo, precipitando al sesto posto nella classifica assoluta. Il veneto è poi riuscito a recuperare una sola posizione  nelle successive speciali, pur avendo attaccato, vincendo la successiva Vignai e la prova finale Cesio-Carpasio (con lo stesso tempo di Crugnola) prestazione che gli ha permesso di rientrare fra i miglior cinque della classifica assoluta.

Simone Campedelli affiancato da Tania Canton, con la Volkswagen Polo, terminano al sesto posto tornando ad affrontare una gara su asfalto dopo diciannove mesi (Due Valli 2019) cedendo la quinta posizione  solo nell’ultima speciale a uno scatenato Giandomenico Basso. I portacolori della Movisport si inseriscono con determinazione fra i protagonisti del campionato tricolore e precedono il velocissimo francese Stephane Lefebvre sulla Citroën C3 R5 con Andy Malfoy, che dopo un inizio difficile nella Power Stage di Bajardo (19° assoluto). Il francese nella seconda parte della giornata si è inserito costantemente fra i migliori dieci assoluti, riuscendo nella Cesio-Carpasio finale, la più lunga della gara a scavalcare i due equipaggi che fi no all’ora lo precedevano ovvero Ciuffi-Perna e De Tommaso-Mazzocchi.

Ottava posizione finale per Rudy Michelini con Michele Perna a dettare le note sulla sua Škoda Fabia R5 (vettura che ha sostituito in fase di verifica ante gara la prevista Volkswagen Polo) con la quale ha avuto piccoli problema di feeling perdendo terreno e posizioni nel secondo giro delle prove speciali. Riscattandosi però nella prova finale che gli permette di scalare due posizioni nella classifica assoluta. Dietro Michelini Damiano De Tommaso-Massimo Bizzocchi, Citroën C3 R5 non molto soddisfatti delle loro prestazioni nella giornata ligure che non gli permette di ripetere quanto di bello fatto vedere al Ciocco. Ottima performance per il giovane toscano Tommaso CiuffiMichele Perna sulla Škoda Fabia, decimi nella classifica finale che sono addirittura riusciti a staccare il terzo tempo assoluto sulla Power Stage di Bajardo. Il fiorentino è stato autore poi di una buona gara, pagando però l’inesperienza nella scelta di gomme nell’ultima prova che lo ha fatto scivolare indietro di due posizioni.

Unico ritirato fra i piloti big, il figlio d’arte svedese Oliver Solberg, che ha staccato una ruota nel corso della terza prova speciale (Colle d’Oggia), dopo aver segnato il quarto tempo assoluto nella precedente prova di San Bartolomeo. Dei 139 partiti regolarmente stamane hanno concluso in 108 equipaggi.

 

Neuville, dieci anni dopo. Sfida dal sapore iridato fra le Hyundai WRC con Thierry Neuville e il suo navigatore Martijn Wydaeghe  che conquistano il successo nella prima edizione del Sanremo WRC, gara che ha riportato dopo 18 anni le vetture del mondiale rally sulle strade del Sanremo. Il successo del pilota belga arriva esattamente dieci anni dopo a quello che l’allora giovane promessa conquistò su queste prove.

Alle sue spalle, ad appena 2”6, il campione del mondo 2019 Ott Tänak affiancato da Martin Järveoja, con cui ha condiviso il successo delle prove speciali (tre per il belga e quattro per l’estone) in una sfida che ha esaltato gli spettatori che hanno seguito l’evento davanti alla televisione. Terza piazza per il giovane francese Pierre Louis Loubet navigato da Vincent Landis, che ha fatto esperienza sulla Hyundai i20 WRC precedendo il gentleman driver italiano “Pedro” che ha assaporato l’emozione di una Hyundai iridata con il suo navigatore Emanuele Baldaccini.

 

Nel 36° Sanremo Rally Storico, invece, successo per Lucio Da Zanche-Daniele De Luis, con la loro Porsche 911 SC RS Gruppo B, dominatori delle due giornate di gara. I portacolori della scuderia Rododendri hanno terminato davanti alla Porsche 911 RSR di Matteo Musti e Claudio Biglieri, e alla Subaru Legacy di Matteo Luise-Fabrizio Handel andati in crescendo nell’arco della gara, fino a superare l’Audi quattro di “Zippo”-Denis Piceno, alla fine quarti.

Il colpo di scena è arrivato nel corso della prima prova speciale della seconda tappa quando è uscito di scena per una leggera toccata uno dei grandi favoriti della vigilia, “LuckyBattistolli, affiancato da Fabrizia Pons, già poco soddisfatto venerdì delle prestazioni della sua Lancia Delta 16V con la quale aveva concluso al terzo posto la prima giornata di gara nonostante qualche problema . Al seguito degli equipaggi del Rally Storico si sono sfidati sul filo del centesimo di secondo di concorrenti della 35^ Coppa dei Fiori di Regolarità a media, nella quale hanno prevalso Paolo Mercatilij-Francesco Giammarino con la loro Porsche 911 2.0 che hanno avuto ragione per 42 penalità della Mini Cooper  di Maurizio Gandolfo-Ornella Pietropaolo e per 92 dell’Audi 80 quattro di Maurizio Vellano-Giovanni Molina.

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