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26 Ottobre 2021
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Sulle Piccole Dolomiti il trail di fine estate

Un itinerario impegnativo che attraversa a ritroso l’ultima parte della tradizionale Trans d’Havet regalando le emozioni delle grandi montagne a due passi da casa

L’estate appena conclusa porta via con sé le temperature torride, ma anche molte ore di luce e ciò per noi runners vuol dire un cambio negli orari e nelle metodologie di allenamento.
Prima però che le condizioni meteorologiche rendano il tutto troppo difficile siamo qui a proporre un percorso che si allontana un po’ dai colli Berici per approdare nel cuore delle Piccole Dolomiti. L’itinerario di oggi, infatti, prende il via dal grande parcheggio di Recoaro Mille e sale subito senza sconti per il sentiero che affianca la pista da sci che conduce al rifugio Montefacone (1620).
Una volta superata la salita (e archiviato l’incontrollabile desiderio di maledire l’autore di questo articolo!) ci si ritrova a dominare con lo sguardo le valli dell’Agno e del Chiampo, Durlo di Crespadoro, Campodalbero, Campofontana e Cima Lobbia.
Il panorama è davvero straordinario. L’itinerario da qui in avanti può essere percorso sia continuando per la mulattiera che prosegue oltre la sella sia percorrendo la salita verso la cima Campetto (1662). Entrambe le alternative conducono poi al Passo della Porta (1531), ma chiaramente la variante per cima Campetto, oltre a qualche metro di dislivello in più, regala ancora un’ampia vista sulle vallate sottostanti. Con continui saliscendi il sentiero passa per Malga Campodavanti (1600), Bocchetta Gaballele (1550), Passo del Mesole (1604) fino a raggiungere la deviazione per la cima del Gramolon (1814).
Anche in questo caso si può evitare la salita e puntare direttamente al Passo Ristele (1641), ma la via che affianca la ferrata regala molte soddisfazioni e ci conduce alla croce del Gramolon in 250 m di dislivello. Al Passo Ristele si può decidere che si è sofferto abbastanza e scendere per il sentiero che conduce a volo d’uccello fino ad incrociare la Strada dei Grandi Alberi e poi alla macchina.
L’alternativa è proseguire per il tragitto che sale fino al monte Zevola (1976) e poi ridiscende passando per il Passo Zevola (1820) al Passo delle Tre Croci (1716) e da qui al rifugio Cesare Battisti (1250). Da questo punto si ritorna a Recoaro Mille per la Strada dei Grandi Alberi, strada sterrata ma in larga parte carreggiabile, che attraversa alcune malghe e i grandi prati sotto alle pareti delle montagne.
Chiaramente l’itinerario proposto, oltre alle classiche difficoltà legate alla lunghezza e al dislivello, necessita di una particolare attenzione per far fronte alle condizioni meteorologiche che in questo territorio cambiano molto rapidamente, oltre al tipo di sentiero decisamente più impegnativo di quello che solitamente proponiamo nei Colli Berici.
Per quanto riguarda i punti acqua sulla Strada dei Grandi Alberi c’è una fontanella mentre può essere acquistata sia a Malga Campodavanti che al Rifugio Cesare Battisti.
E, allora, non ci resta che augurarvi come sempre buona fatica, certi però che ne varrà la pena.

Scarica qui la traccia gpx del percorso

 

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