16 Aprile 2026
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Angella e Cogliati a pari merito nell’Ultrabericus dei record: poker di Maran

TRAIL – Quella andata in scena sabato a Vicenza è stata l’edizione dei record in casa Ultrabericus Trail, segnata dal record di presenze con quasi 2.000 partenti, ma soprattutto con un nuovo primato nella prova Integrale con i suoi 65 km e 2.500 mD+ messo a segno, con un emozionante arrivo pari merito, da Diego Angella e Gionata Cogliati con il tempo di 5:26:59 che manda in soffitta il precedente best time firmato da Christian Modena. A completare il podio è arrivato Riccardo Montani. Al femminile quarto successo sul percorso per Veronica Maran, davanti a Denise Zacco e Giulia Bruttomesso.

Nella Marathon (43 km, 1.500 mD+) vittoria per Enrico Gheno e Sofiia Porokhnavets mentre nella Urban (21 km, 700 mD+) successo per Mattia Tanara e Cecilia Basso. Sul fronte della prova a staffetta Twin (34 km 1.500 mD+ + 31 km 1.000 mD+) a salire sul gradino più alto del podio è la coppia composta da Alice Testini e Danilo Brambilla.

Se il cielo grigio e qualche goccia di pioggia potevano sembrare di cattivo auspicio per la gara, quello che è girato sopra ai Colli Berici è stato in realtà il meteo più congeniale alle prestazioni che si sono viste sui vari tracciati. Nella prova lunga maschile Diego Angella ha da subito fatto il ritmo, tenuto a bada nelle prime battute dai vari Cogliati, Montani, Zambon, Zanconato, Franzoi, Perobello e Pieropan. Il bresciano si staccava progressivamente tenendo la testa della corsa per quasi 50 km. Deciso a calare un po’ il ritmo, veniva però raggiunto da un arrembante Cogliati.

“Oggi non si poteva chiedere di meglio – spiega Angella – Siamo partiti senza neanche una goccia con il tempo per me ottimale. Ho spinto tanto fino a circa cinquanta chilometri, poi volevo un po’ calare, ma Gionata Cogliati mi ha raggiunto e lì abbiamo cambiato il passo. Senza il suo aiuto non avrei potuto correre così forte e stare sotto le 5 ore e 30. L’arrivo a pari merito con Gionata è stato la ciliegina sulla torta”.

“Il percorso è stato per me congeniale – gli fa eco Cogliati – soprattutto in vista dell’impegno in Istria che sto preparando. Ho fatto una gara a progredire per riprendere Diego là davanti e alla fine abbiamo davvero spinto, ma è stato bello arrivare insieme”.

Al femminile la genovese Denise Zacco, reduce del successo alla 6 Ore di Pastrengo, si è messa nei panni della lepre di giornata, tenendo la testa della corsa fino a poco prima del sessantesimo chilometro, quando a raggiungerla è la vicentina Maran che, decisa a portare a casa il suo quarto successo, sgasava nei chilometri finali per prendersi il primo posto sulla finish line. Dietro chiudevano nell’ordine Denise Zacco, staccata di circa 20’, quindi Giulia Bruttomesso a 27’.

“L’avvio di gara è stato un po’ complicato – spiega Veronica Maran – perché ho avuto qualche problema nell’alimentarmi, poi a San Donato si è sistemato tutto e le gambe sono tornate a girare bene. Vincere è sempre bello, ma le emozioni che si raccolgono su quelli che sono i tracciati di casa sono sempre impagabili”.

Grande emozione al traguardo per Enrico Gheno, trionfatore sulla prova Marathon che ha ricordato come Ultrabericus sia stata la sua prima gara di sempre e fautrice del grande amore sbocciato poi per questo sport.

“Sono arrivato qui preparatissimo – è il commento di Gheno – Ho recuperato qualche defaillance delle scorse settimane e ho trovato una bellissima gara. Italo Cassol è partito molto forte e sono rimasto in scia. Poi mi sono avvicinato, a un certo punto l’ho preso anche perchè era un po’ in difficoltà. Lui arrivava da un’altra gara mentre io avevo una gamba più fresca e così sono andato avanti”.

Sul traguardo il suo tempo finale è stato bloccato a 3:23:52, davanti a Italo Cassol (3:26:08) e Stefano Rota (3:35:44). Nella gara rosa non deludeva i pronostici Sofiia Porokhnavets, l’atleta ucraina che ha tenuto le prime posizioni con costanza senza mai essere impensierita da altre dirette avversarie che, tuttavia, non le hanno mai lasciato prendere spazi eccessivi. Al cronometro finale stop al tempo all’ombra della Basilica Palladiana a 04:07:30. Seconda chiudeva Elisabetta Gallo (04:14:57) e terza Camilla Rizzardi (4:20:57).

L’edizione 2026 di Ultrabericus Trail ha visto anche un boost di livello nella prova Urban, complice anche la presenza dei selezionati azzurri, a Vicenza per un ritiro in vista degli Europei di Corsa in Montagna e Trail che si terranno a giugno in Slovenia. Gara velocissima fin dalle prime battute con i vari contendenti che si sono punzecchiati fino ai chilometri finali, quando Mattia Tanara prendeva giusto lo spunto per un piccolo sprint che gli consegnava la vittoria davanti a Luca Cagnati e, staccato di appena 2’, il britannico Jake Collier.  

La Urban donne è stata invece il monopolio dell’azzurra Cecilia Basso che così ha raccontato la giornata: “La gara è caduta a fagiolo perché a fine febbraio alla Andersen mi sono resa conto che a preparare una gara così lunga mi mancavano un po’ di velocità e di ritmi alti, quindi con il mio allenatore abbiamo deciso di inserire qualche prova più veloce. Ultrabericus è perfetta per questo: rapida e senza salite lunghe da correre”.

Dietro di lei hanno chiuso nell’ordine Elisa Presa (1:48:04) e Luna Giovanetti (1:51:51).

Menzione di tutto rispetto, infine, per la gara a staffetta Twin dove si è imposta con record assoluto di 5:25:37 la coppia formata da Danilo Brambilla e Alice Testini, che ha saputo governare i distacchi giusti per chiudere sul traguardo di Piazza dei Signori a oltre 45’ dal duo Alessandra Boifava – Alberto Cortese e da Lucrezia Palma e Riccardo Malagnino.
Sotto le colonne di Piazza dei Signori é proseguita quindi la sfilata di partecipanti che è andata avanti, sotto una pioggia a tratti più battente, fino a serata inoltrata, chiusa dall’arrivo del servizio scopa che hanno decretato la conclusione anche di questa straordinaria edizione.

 

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