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21 Aprile 2021
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Fabio Coppo e l’annullamento dei campionati: “Senza giocare si rischia il futuro del rugby”

RUGBY – Game over. Improvvisa quanto inaspettata è arrivata la decisione del Consiglio direttivo della Federazione italiana rugby di non far partite i campionati nazionali.

Un fulmine a ciel sereno che, di fatto, mette fine alla stagione senza che si sia mai potuto giocare.

“Non ce l’aspettavamo proprio, siamo rimasti senza parole – esordisce Fabio Coppo, direttore tecnico della Rangers Rugby Vicenza – E, sinceramente, non si capisce il senso del provvedimento anche se si attendono ancora delucidazioni sul fatto se riprenderanno gli allenamenti di contatto. Si parla poi della possibilità di effettuare amichevoli, ma in tal caso sarebbero necessari gli stessi protocolli di sicurezza richiesti per le gare di campionato. Ecco, credo che le società che hanno lavorato tanto fino ad oggi meriterebbero maggiore rispetto per non veder vanificato l’impegno profuso”.

La ricetta di Coppo è semplice: “Si potrebbe utilizzare il protocollo della Top10, magari con un contributo da parte della Federazione per sostenere le spese. A mio avviso dovrebbero partire la serie A, maschile e femminile, e l’Under 18 élite. Penso in particolar modo ai giovani, ma non solo. Annullando i campionati abbiamo tolto un anno di rugby a questi ragazzi, con un impatto importante sul nostro futuro. Penso ad esempio ad un giocatore come Andrea Zambonin, prodotto del nostro vivaio, oggi in forza al Calvisano, invitato per la prossima partita dell’Italia contro il Galles nel Sei Nazioni. Giocatori come lui non nascono in… provetta, bensì all’interno dei club che rappresentano la base del movimento e ai quali bisogna dare un segnale di speranza. Invece, veniamo trattati come l’ultima ruota del carro. Senza contare che, adesso, la Top10 senza retrocessioni perderà d’interesse, con partite insignificanti a meno che non vedano in lizza squadre per i playoff, togliendo il vero sapore alla competizione”.

Sicuramente lascia un po’ perplessi che a prendere la decisione di annullare i campionati  sia stato un Consiglio dimissionario, a meno di due settimane dalle elezioni per il rinnovo delle cariche in programma il 13 marzo a Roma.

“Giocare comporta sicuramente dei rischi – prosegue Coppo – tuttavia non giocare avrà delle conseguenze ancora più negative. E non mi riferisco soltanto alle perdite economiche come l’addio di alcuni sponsor. Personalmente sono molto preoccupato per il futuro del movimento. Abbiamo trascorso un anno durissimo, ma il prossimo potrebbe essere ancora più pesante.  Alcune società hanno avuto un dimezzamento dei tesserati. Penso ad esempio alla nostra Under 18 che, da una quarantina di giocatori dopo l’inizio del rapporto di collaborazione con Schio, è passata a poco più della metà. Rinunciare ai campionati è peggio che prendere qualche rischio ed investire a livello economico. Del resto, stiamo parlando di cifre abbordabili: il costo dei tamponi per squadra per 8 partite di campionato si aggira attorno ai 1200 euro. Se poi qualche società di serie A avesse ritenuto le spese non affrontabili in questo momento difficile si sarebbe potuta ritirare senza penalizzazioni. Del resto, noi avevamo un girone quasi regionale con squadre come Badia, Valpolicella, Verona. Invece, vengono considerate soltanto la Top10, la Pro14 e la nazionale”.

Ma, da buoni rugbisti, la parola d’ordine in casa Rangers è non mollare: “In attesa di delucidazioni da parte della FIR sullo svolgimento dell’attività continuiamo ad allenarci – conclude Coppo – Per fortuna c’è la nota positiva dell’aumento dei bambini del minirugby. Però, lo ripeto, se non si pensa a salvaguardare il movimento non ci sarà un futuro per il rugby”.

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