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15 Maggio 2021
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Lonigo rinuncia al grande tennis, sperando di recuperare lo speedway

Un’immagine del project financing che avrebbe riqualificato il tennis a Lonigo con un investimento di oltre 700 mila euro

 

Gioco, partita, incontro:  speedway batte tennis e addio sogni di gloria per un progetto che avrebbe portato ad un impianto sportivo d’eccellenza, con 4 campi da tennis, due da padel, un altro da calcetto, oltre a spazi verdi e ad una struttura moderna e funzionale ad ospitare bar, spogliatoi ed anche un’infermeria.

Teatro della contesa Lonigo, comune del Basso Vicentino con oltre 16.000 abitanti, dove lo sport ha sempre avuto un ruolo non secondario: calcio in primis, con una società che ha oltrepassato gli oltre 100 anni di storia, ma anche il tennis, con un circolo che ha festeggiato il suo cinquantesimo.

E qui, come detto in apertura, si sarebbe voluto portare un progetto, affidato ai privati, di riqualificazione e riammodernamento per circa 700 mila euro di spesa.

Che però si è scontrato, in fase di presentazione, con lo speedway e la sua pista adiacente, chiusa da più di due anni ma che si vorrebbe riportare in auge.

Il duello è diventato poi uno dei punti caldi della battaglia elettorale per la nomina del primo cittadino. E così quando il risultato delle urne, lo scorso settembre, ha eletto vincitore Pierluigi Giacomello la fazione “motoristica” ha potuto cantare vittoria.

Anche perchè, poco dopo, é stato ritirato, proprio all’ultimo giorno, il bando di gara che era stato indetto dallo stesso Comune per la presentazione delle proposte di investimento che avrebbero interessato invece i campi da tennis.

Per i quali ora sono solo previsti soltanto i lavori di riscaldamento e del nuovo telone da ultimare entro fine anno.

Ad ammainare bandiera sono dunque quelli investitori che avrebbero voluto trasformare una struttura vecchia e datata  in un impianto di eccellenza.

E ad allustrare la vicenda é Enrico Zen, referente del project financing già descritto: “Il 22 maggio 2019 abbiamo presentato al Comune la nostra proposta che prevedeva l’esecuzione di una serie di lavori. Tengo a precisare che a quella data la pista di speedway era già inattiva, altrimenti non ci saremmo mai permessi di depositare un progetto che invadeva lo spazio occupato dai box che, stando a quanto ci era stato assicurato, sarebbero stati in ogni caso spostati anche nell’ipotesi in cui la pista fosse stata riaperta”.

Da allora si è andati avanti nello studio progettuale, sono seguite varie fasi di incontro e di rivisitazione di alcuni criteri fino, come detto, alla revoca del bando di gara giustificata dai seguenti motivi: “Il progetto invade la pista di speedway; il costo a carico del Comune è troppo elevato; la durata trentennale della concessione prevista nel progetto posto alla base della gara non è coerente con la modesta entità dell’investimento privato, risultando quindi di scarsa utilità per la comunità di Lonigo”.

E qui Enrico Zen non ci sta: “Il bando prevedeva punteggi per la riduzione del contributo – rimarca – di conseguenza non si può sapere quanto il Comune avrebbe dovuto spendere per la sua parte. E, poi, per quanto riguarda il punto che parla di ‘modesta entità degli investimenti’ non si era in grado in realtà di conoscere le cifre reali se non dopo l’apertura delle buste”.

Ma l’investimento non derivava soltanto da ragioni economiche: “La mia proposta é partita dal… cuore – spiega Zen – Vivendo a Lonigo con la mia  compagna e i miei figli avrei voluto costruire qualcosa di importante. Non senza la paura di un investimento oneroso anche considerando che chi presentava il project era una società sportiva dilettantistica senza fini di lucro”.

A rispondergli é il neo sindaco Pierluigi Giacomello: “Non posso certo negare che il progetto sia bello, anzi bellissimo, che con la revoca del bando di gara si perda forse un’opportunità importante per il tennis del paese, però le scelte della nostra Giunta hanno altre priorità, che avevo già illustrato in campagna elettorale: la riapertura della pista da speedway, i gradoni dello stadio da mettere a norma e poi la pista di atletica e la piscina. Per il tennis stanzieremo oltre duecentomila euro per l’impianto di riscaldamento e il nuovo telone di copertura. Valuteremo in seguito se prorogare la gestione all’attuale circolo o indire subito un nuovo bando. Di certo non vogliamo perdere due giovani eccellenze quali i maestri Alessia Stefani ed Edoardo Rizza, che ho incontrato proprio in questi giorni e che, sotto la guida di Enrico Zen, hanno portato oltre quota 100 i giovani iscritti alla scuola tennis”.

Il primo cittadino a chi gli fa notare che, in un momento così difficile per l’economia, rinunciare ad oltre 700 mila di investimento da parte dei privati possa rappresentare un danno per l’intero paese e per la collettività risponde che “fare il sindaco vuol dire avere una visione coerente e complessiva di quanto serve, magari anche con  scelte impopolari”.

Resta l’impressione che gli equilibri politici, soprattutto in fase pre-elettorale, abbiano portato al risultato finale che tiene in vita, seppur con il… defibrillatore, la possibilità di riaprire la pista da speedway per la quale i 130-150 mila euro da stanziare appaiono sinceramente pochi visto lo stato di degrado attuale, e dall’altra abbiano ucciso un progetto che avrebbe regalato a Lonigo una struttura d’eccellenza.

 

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