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5 Luglio 2020
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Paolo Marzotto il “conte volante” che fondò il Panathlon

Sportivo, imprenditore e mecenate negli anni Cinquanta fu protagonista delle corse

Erano stati ribattezzati “i conti volanti”. Già perchè Umberto, Vittorio Emanuele, Giannino e Paolo Marzotto nutrivano tutti e quattro l’amore per i motori.
Dal ’48 al ’54 le cronache automobilistiche portano in primo piano le avventure sportive della dinastia Marzotto.
Quattro fratelli con la stessa passione, la stessa voglia di vincere e di affermarsi al di fuori dell’ambito della famiglia e dell’azienda. Un amore per la velocità coltivato fin da giovanissimi, con le Aprilia, sui percorsi “casalinghi” di Vicenza – Valdagno che offrivano, come prova di potenza, il rettilineo di Trissino. O nella villa paterna, lungo i vialetti in ghiaia, sui quali impararono come gestire le vetture.
Un insegnamento che poi tornò utile in quei tempi eroici delle corse, su tutte la Mille Miglia, che vedevano cimentarsi lungo le strade della penisola, a velocità stratosferiche, tutti i più grandi piloti, da Ascari a Fangio.
Paolo Marzotto, scomparso lunedì all’età i 89 anni (avrebbe festeggiato i 90 il prossimo 9 settembre), era uno dei quattro “conti volanti”, il quinto dei sette figli del capostipite Gaetano. Imprenditore, uomo di sport, amante dell’arte e della cultura, è stato presidente della Fondazione di famiglia, che da oltre 60 anni promuove iniziative sociali e che oggi vede alla guida la figlia Veronica.
E ancora la passione per il vino, contribuendo a costruire le fortune dell’azienda Baglio di Pianetto a Santa Cristina di Gela nel palermitano.
Ma Paolo Marzotto è stato il fondatore, nel 1953, del Panathlon di Vicenza, di cui è stato presidente fino al ’59 e poi nel 2002-2003.
“Un grandissimo personaggio – lo ricorda Luigi Battistolli, oggi alla guida del sodalizio berico il cui motto è “ludis iungit” (lo sport unisce) – Un uomo di grande spirito, divertente nei suoi aneddoti. Mi ricordo ancora una serata dedicata ai motori e, in particolare, a suo fratello Giannino, vincitore per due volte della Mille Miglia. Stiamo parlando di due “giganti” dell’automobilismo degli anni ’50 e, nello stesso tempo, di due persone argute, mai banali”.
E Paolo Marzotto non era certo un pilota da… freno tirato: “E’ stato pilota ufficiale della Ferrari, con cui ha vinto il campionato assoluto di velocità nel ’52 – prosegue Battistolli – Come tutti i grandi imprenditori per lui le corse erano un hobby e un divertimento, ma questo nulla toglie alle capacità che ha avuto alla guida, anzi. Collezionò una serie di successi, dal Giro di Sicilia alla Coppa d’oro delle Dolomiti. E poi la 24 Ore di Le Mans insieme con il fratello Giannino nel ’53, che li vide classificarsi appena fuori dal podio e poi altre due partecipazioni nel ‘54 e nel ’55 in cui dovette ritirarsi per guasti meccanici”.
Sportivo, ma come dicevamo anche mecenate e sensibile alle giuste cause. Di recente il conte aveva aderito all’iniziativa #PensACI a favore delle case di riposo. “Aveva apprezzato moltissimo questa raccolta benefica promossa dall’ACI Vicenza e che ha coinvolto il Panathlon – conclude Battistolli – aderendo con una donazione personale, sua e della moglie Caroline. Credo che quella sia stata l’ultima volta che ci siamo sentiti”.

 

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