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28 Maggio 2020
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TENNIS – Per continuare a sognare Manuel Baroni racconta “Tennis in Vacanza”

di Paola Ambrosetti

Il maestro Manuel Baroni
Il maestro Manuel Baroni

 

Il maestro romano ci illustra un progetto nato nel 2012 e presenta il nuovo Playmore

In un momento in cui lo sport si interroga sul suo futuro ed é costretto a procrastinare il ritorno in campo, meglio allora provare a raccontare storie fatte di passione, impegno, voglia di mettersi in gioco e, perchè no, anche di sognare.
Come fa Manuel Baroni, maestro di tennis romano anche se originario di Tivoli, ideatore di un progetto che prende il nome di Tennis in Vacanza.
“La mia é una storia comune a tanti altri maestri – esordisce al telefono – Ho iniziato a giocare quando avevo 6-7 anni seguendo l’esempio di mio papà Leonardo che, durante il week-end, mi portava con lui al circolo. Dai 10 anni ai 16 anni mi sono dedicato all’agonistica arrivando ad essere un Seconda categoria secondo il valore delle classifiche attuali. Ho disputato pure qualche torneo all’estero senza però conquistare punti e, una volta deciso di chiudere con le competizioni, un po’ prima dei vent’anni ho intrapreso la trafila per diventare maestro Fit. In questo percorso didattico ho conosciuto tante persone che mi hanno permesso di crescere sotto molteplici punti di vista. La passione di insegnare è stato però il tratto caratteristico che mi ha accompagnato in questo viaggio e che ho oggi come allora”.
E che, con il passare degli anni, non viene meno: “Dell’insegnare mi piacciono le emozioni che ti regala il tuo allievo quando recepisce quello che stai cercando di trasmettergli e vedi il suo coinvolgimento – prosegue – Negli anni mi sono specializzato un po’ in tutte le fasce di età e sia con gli adulti che con i ragazzi provi qualcosa di speciale”.
Del resto Manuel Baroni ha iniziato a lavorare fin da giovane: “Come raccontavo prima, ho intrapreso l’attività didattica, subito dopo aver finito quella agonistica, nel circolo della Rai a Roma dove c’era uno dei miei maestri, Piero Picchione, che mi ha insegnato il mestiere e mi ha guidato con la sua esperienza. Lì sono rimasto per quasi dieci anni prima di fare delle nuove esperienze. Oggi, infatti, sono direttore della scuola tennis della mia società, Tennis in Vacanza, al Centro dei sotto ufficiali della polizia e, inoltre, sono direttore tecnico del TC Le Molette, a Roma nord, un club che ha tra i proprietari Silvana Lazzarino, storica giocatrice degli anni ’50, semifinalista al Roland Garros. I collaboratori che mi affiancano sono di grande competenza e, soprattutto, persone fantastiche con cui è un piacere lavorare”.
E veniamo al progetto Tennis in Vacanza: “La prima… vacanza l’abbiamo organizzata nel lontano 2012 – racconta Manuel – Spinto da amici e soci del circolo che mi avevano chiesto di organizzare una settimana di vacanza a tutto tennis sono riuscito a farne addirittura… due, ad Umago. Era un gruppo piccolo, di sette – otto persone, ma da lì è partito tutto. Certo, non sono stato certo il primo ad inventarle, però negli anni ho cercato di metterci qualcosa di mio e di portare avanti un progetto con passione, sacrifici e, naturalmente, tanto divertimento. Non ho voluto bruciare le tappe e alla fine i risultati mi hanno dato ragione. Ad esempio il calendario del 2020 era ricco di eventi nazionali ed internazionali che, al momento, sono stati messi nel cassetto. Personalmente, sono convinto che, a breve, rientrerà questa emergenza e non voglio credere che non torneremo a vivere come abbiamo fatto fino a prima del Coronavirus, magari con più rispetto delle persone che ci circondano e della natura”.
– Salterà la stagione estiva anche per le vacanze tennis?
“E’ una domanda da un milione di dollari. Di certo i viaggi al di fuori dell’Italia saranno difficili. Ad agosto il nostro punto di riferimento era l’isola di Brac, un posto incredibile, di cui sono innamorato, con un mare spettacolare ed un circolo stupendo, con un campo centrale con tribune da qualche migliaio di spettatori che ospitava le finali dei nostri tornei tra i partecipanti allo stage. Ci mancherà tanto e speriamo di tornarci quanto prima. Nel frattempo ci stiamo muovendo in altre direzioni, provando ad individuare delle location in varie zone d’Italia in modo da facilitare gli spostamenti a chi vuole partecipare. In questo modo faremo gruppi più piccoli, con due massimo tre persone in ogni campo, privilegiando ancora di più il concetto di qualità che da sempre ci contraddistingue”.
– Come è composto il suo staff?
“Siamo una piccola società a conduzione familiare: tutti i maestri che collaborano con noi sono in primo luogo amici di cui mi fido ciecamente. Ecco, il mio primo grazie va alle persone che hanno contributo a farci crescere. Nel 2012 sono partito da solo con 7 allievi per la prima vacanza tennis e oggi siamo arrivati ad organizzare eventi con 70 – 80 iscritti e una squadra di 8-10 maestri. Da Gianluca Pagani che mi ha accompagnato fin dall’inizio se ne sono aggiunti altri che continuano a collaborare quali Luca Locatelli, Antonio Chiriatti, Emily Stellato, Emilia Desiderio, Simone Galoppa. Abbiamo una passione in comune e, soprattutto, il rispetto che abbiamo tra di noi e nei confronti delle persone che ci seguono, che consideriamo dei professionisti. E, poi, al di fuori della didattica in campo, c’è il piacere di condividere dei momenti spensierati e lo stare bene assieme”.
– Come sceglie i posti dove andare e come è organizzata la vacanza?
“Le location vengono individuate sul web dove ormai possiamo accedere a tutte le informazioni necessarie. Poi mi confronto con i maestri e proviamo a trovare delle realtà che si sposino con le nostre esigenze. E’ una scelta piuttosto complessa che tiene innanzi tutto conto che i campi da tennis, in numero adeguato, siano all’interno o in prossimità dell’albergo con spostamenti ridotti al minimo. Quando ci capita di scegliere per lo stage una città, come successo a Capodanno a Siviglia o a Barcellona, organizziamo anche dei tour turistico – culturali. Nei posti di mare, invece, lasciamo ampia libertà dopo il tennis.  Di certo però con noi non ci si annoia mai”
– Tennis ma anche padel?
“Nasco tennista e per esigenze lavorative mi sono avvicinato da poco al padel. Io vivo a Roma e questo bellissimo sport da noi si sta diffondendo enormemente. Due anni fa a Barcellona abbiamo organizzato uno stage al Real Polo Club, un circolo che mi era stato consigliato e davvero fantastico. Poi l’abbiamo ripetuto sempre in Spagna e in Portogallo e speriamo di metterlo in calendario, magari a settembre, a Forte dei Marmi. Del nostro staff fa parte Emily Stellato che, oltre ad essere un’ottima tennista e brava maestra, è una delle più forti giocatrici italiane di padel, convocata in nazionale e che ha fatto parte della squadra che è arrivata seconda ai Campionati europei. Lei è un po’ il nostro orgoglio”.
– In questo periodo di inattività forzata dal tennis è nato un altro progetto, Playmore, uno strumento per giocare da… casa
“E’ nato dal fatto che in questo periodo abbiamo avuto tanto tempo per pensare e, per carattere, ho un’idea lavorativa costante e sono sempre alla ricerca di nuove proposte. Così insieme con l’architetto Enrico Pisani abbiamo riprogettato un qualcosa che esisteva già, chiamato Tennis partner, che noi utilizzavamo alle Tre Fontane dove un tempo si faceva la formazione dei maestri. Abbiamo rivisto il design, rendendolo molto accattivante, di facile montaggio ed utilizzo adesso che non possiamo scendere in campo. Pensato per il perfezionamento dello stile e dei colpi, Playmore è adatto a chi vuole allenarsi da casa, ma rappresenta anche un prezioso supporto alla didattica per le scuole tennis. E’ stato infatti studiato per poter offrire una ampia gamma di esercizi.
– Dal lato con telo diagonale ci si potrà esercitare con colpi al volo, a rimbalzo e con il servizio.
Il trampolino potrà essere regolato nell’inclinazione o posizionato a pavimento per variare il rimbalzo della palla e il tipo di gioco. Sul telo verticale ci si potrà allenare sia nel palleggio con rimbalzo sia con i colpi al volo. La tensione di risposta potrà essere modulata applicando più o meno elastici. Tutti i materiali sono stati selezionati per garantire durata nel tempo ed un utilizzo all’esterno. E tutta la struttura può essere facilmente smontata e riposta in un’apposita scatola”.
– Guardando al futuro ci sono altri progetti?
“Il cuore e l’amicizia ci permettono di ambire sempre a grandi progetti. Il prossimo obiettivo sarà infatti tennis.holiday, un sito tradotto in varie lingue per provare a coinvolgere anche gli stranieri in un progetto tra tennis e cultura”.
– Chi deve ringraziare?
“Innanzi tutto mia moglie Loredana che mi permette di dedicarmi a ciò che amo, il tennis, e mi aiuta nel realizzare questi progetti oltre a seguire i nostri tre meravigliosi figli, Mattia, Niccolò e la piccola Sofia”
– Un augurio finale?
“Sarà forse scontato dirlo, ma il primo augurio è di riprendere la nostra vita e di ricominciare presto a fare sport in generale. Il sogno? Di poter lasciare qualcosa di duraturo alla mia famiglia e che magari i miei figli possano continuare quello che io ho iniziato. Anzi, speriamo che Mattia, anche se oggi ha solo 11 anni, possa diventare un giocatore importante e diventi il nuovo testimonial di… Tennis in Vacanza”.

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