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21 Settembre 2021
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CALCIO – Addio ad Ezio Vendrame

E’ morto questa mattina in provincia di Treviso, dove viveva da anni, Ezio Vendrame, calciatore degli anni Settanta dal grande talento e dal carattere ribelle.

Proprio il suo anticonformismo, il voler essere sempre e comunque se stesso in un mondo, quello del pallone, che sottostava a regole ben diverse, gli pregiudicò una carriera calcistica che lo avrebbe potuto consacrare tra i grandi di sempre.

“… ha capito fin da giovane che per diventare un campione avrebbe dovuto uccidere se stesso o quantomeno soffocare la sua voglia di libertà, che a volte era desiderio di trasgressione ma più spesso voglia di libertà, semplicemente”.

Così scriveva di lui l’amico Gianni Mura nella prefazione del libro di Vendrame “Una vita fuori gioco”.

Già la scrittura era stata la sua seconda passione: versi e storie senza freni inibitori, ma anche la sua storia di uomo.

Iniziata in Friuli, dove era nato, a Casarsa, il 21 novembre 1947.
L’infanzia difficile in un orfanotrofio, poi a 13 anni la chiamata dell’Udinese dove fa il settore giovanile.

La sua carriera parte dalla Spal, a Ferrara, per proseguire poi con Torres e Siena.

Nell’estate 1971 esordì in Serie A 1971-1972 con il Lanerossi Vicenza, proveniente dal Rovereto. Dopo tre anni in biancorosso il passaggio al Napoli dove disputa tuttavia solamente tre partite in campionato, prima voluto e poi osteggiato dall’allenatore azzurro Luis Vinício.

Successivamente nel 1975 giocò al Padova in Serie C dove rimase per due stagioni collezionando 57 presenze.

Passò poi all’Audace San Michele in Serie C 1977-1978 e poi tra i dilettanti nel Pordenone contribuendo alla vittoria nel campionato di Serie D 1978-1979 con la promozione in serie C2 e nello Juniors Casarsa.

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo allena per tre anni i ragazzi del settore giovanile del Pordenone, per uno quelli del Venezia e successivamente quelli della Sanvitese per undici anni.

“Soltanto i giovani potevano ancora tenermi legato a quello che resta di questo scoppiato mondo del calcio perché, a differenza dei grandi, se tu non li freghi, loro non ti fregano mai”.

Così Vendrame scriveva in uno degli ultimi capitoli del suo libro “Se mi mandi in tribuna, godo” con una chiosa, dissacrante come era nel suo carattere, che poi é rimasta celebre fino ad oggi: “… sogno da sempre di allenare una squadra di orfani”.

Tra pallone e libri anche un’apparizione a Sanremo come ospite per presentare un suo pezzo, cantato con Nicola Costanti, intitolato il “Centometrista”.

“… da questa frenetica giostra scendo prima di salire ” recitava con la sua voce dalla marcata erre moscia.

Ciao Ezio, ci mancherai ed é stato un privilegio conoscerti!

 

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