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29 Marzo 2020
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Carlo Spillare spiega il ruolo della mente e del pensare in positivo

SPORTVICENTINO n. 11 – di Francesco Brasco – E chi meglio di un ex atleta che ha vissuto il basket professionistico degli anni ’70 e poi avvocato e pure psicologo e motivatore, per spiegarci quale direzione prendere mentalmente per uscire dall’impasse in cui ci troviamo a causa del Coronavirus.

Carlo Spillare qualche anno fa sui campi del basket professionistico

E’ l’avvocato vicentino Carlo Spillare, già vice-pretore onorario presso la Pretura di Vicenza. Psicologo abilitato. Docente di cibernetica sociale, specializzato in “dinamiche della mente e del comportamento e assertività laterale”. Operatore di supporto psicopedagogico. Formatosi seguendo le linee didattiche ed i principi motivazionali di Marcello Bonazzoli (ideatore e titolare del metodo di Dinamica Mentale Base) è oggi responsabile dell’Istituto di Dinamiche Educative Alternative di Curno (Bg) del Progetto di Formazione Umana, che sviluppa personalmente (assieme ai suoi collaboratori) attraverso corsi di specializzazione post-diploma per futuri formatori e con iniziative dirette presso enti istituzionali, ordini professionali, aziende, banche, società sportive e ogni altra organizzazione interessata alla promozione umana, sociale e professionale. Ha scritto vari libri relativi allo sviluppo personale e curato, assieme alla moglie Patrizia Serblin la pubblicazione dei libri (in commercio) di Marcello Bonazzoli.

– Avvocato (la chiamiamo così anche se in questo caso la interpelliamo come psicologo e motivatore), come mantenere la motivazione sportiva in questo scenario apocalittico da Covid-19?

“Ci troviamo in una situazione eccezionale, nuova per tutti: nessuno sa cosa succederà e quando sarà finita l’emergenza!

La prima cosa da dire: nessuno (compresi gli sportivi) sa bene cosa succederà, quindi questa situazione dobbiamo accettarla”.

– Vediamo persone in atteggiamenti quasi di panico. Che fare?

“Certo, perché non c’è esperienza alla quale attingere per capire cosa stiamo vivendo.

Però se fossi ancora un atleta affronterei la situazione come se mi trovassi “fuori gioco” per infortunio”.

– La situazione effettivamente è simile.

“Esattamente: sei lontano dalle gare, non hai la possibilità di muoverti molto.

E bisogna seguire quello che ti dicono medici e preparatori atletici. E comunque il calo fisico ci sarà, come quello psicologico motivazionale”.

– Quindi non basta fare gli esercizi fisici prescritti, c’è anche un impegno mentale?

“Certo, quando un atleta passa per un infortunio, vive un momento in cui il livello motivazionale viene toccato e succederà anche ora a tutti i nostri agonisti. La differenza la fa l‘atteggiamento, il carattere di ciascuno”.

– Può servire nutrire la speranza di ritornare alla normalità?

“Pensando ad altri momenti pesanti che abbiamo vissuto, è molto importante mantenere un atteggiamento mentale più realistico e positivo possibile, e vale per tutti, atleti e non-atleti.

In questo periodo dobbiamo “cercare” gli aspetti e i momenti positivi della situazione: è fondamentale concentrarsi su ciò che è positivo!

Altrimenti il rischio è cadere nella demotivazione e, peggio ancora, nella depressione”.

– Quindi dobbiamo “pensare positivo”?

“Sì: guardate che non è banale, perché (come è evidente) non va per niente tutto bene”.

– Avvocato facciamo degli esempi?

“L’atleta può pensare così: sono chiuso in casa ma posso muovermi; è come se fossi infortunato ma non ho un infortunio che mette in forse la mia carriera sportiva.

Poi è necessario lavorare sulla motivazione tra sé e sé, che, in una situazione come questa, permette di stare a galla”.

– In sintesi?

“E’ una situazione da affrontare al proprio meglio, con realismo: pronti a riprendere (anche se non sappiamo quando e come). Ci vuole fiducia: è un periodo duro per tutti, anche per gli atleti. E poi su quel che succederà, vedremo: un passo alla volta”.

“Ma non facciamo i pessimisti: anche se perdo il tono muscolare (inevitabile dopo due settimane di inattività), so di aver fatto quello che potevo. Quando ripartiremo tutti assieme, in squadra faremo quello che saremo in grado di fare. Questo è l’atteggiamento giusto”.

– Per chiudere in positivo?

“La maggior parte della persone sono toccate indirettamente dal virus Covid-19. Però il peso sulle spalle lo portiamo tutti. Quindi tutti dobbiamo reggere questa situazione in termini positivi e realistici.

Niente panico, ragioniamo … facciamo quello che possiamo fare bene e aspettiamo!

Il panico è negativo, sempre: non lasciamo briglie sciolte alla mente!”

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