Al Palladio ultima prova fatale per Casarotto

Il pilota vicentino si vede costretto ad alzare bandiera bianca poco dopo lo start della speciale conclusiva

Epilogo di stagione abbastanza amaro per Andrea Casarotto, in occasione della nona edizione della Ronde del Palladio, andata in scena nel recente weekend.

Il pilota di Vicenza, dopo il bel secondo di classe siglato al precedente Rally Due Valli, si attendeva migliori fortune dalla gara di casa, la quale invece ha presentato una delle edizioni più difficili, corsa in condizioni meteo incerte sin dai primi chilometri.

Il portacolori di Movisport, tornato alla guida della Peugeot 208 R2 di Vsport, si è visto costretto ad abbandonare anzitempo la compagnia, a poche centinaia di metri dall’inizio dell’ultima prova, complice il cedimento della cinghia servizi.

Uno stop forzato che non gli ha tolto la soddisfazione del buon lavoro svolto sulla messa a punto della trazione anteriore

“Siamo delusi solamente in parte” – racconta Casarotto – “perchè seppur resti l’amarezza per un ritiro, che non fa mai piacere a nessuno, la nostra presenza qui al Città del Palladio aveva come unico scopo quello di lavorare sul setup della 208. Prova dopo prova abbiamo testato diverse soluzioni, cercando di migliorare assieme ai ragazzi di Vsport, i quali hanno svolto un lavoro eccezionale. Onestamente le condizioni meteo, così difficili da interpretare, ci sono tornate utili in termini di esperienza perchè abbiamo potuto capire come si comporta la vettura sull’umido e sul viscido, in condizioni di bassa aderenza. Certo, la rottura di un particolare dal valore economico poco significativo non rende felici ma siamo comunque contenti del lavoro svolto, in previsione di preparare il programma della prossima stagione agonistica.”

La pioggia caduta durante la notte, con la nebbia che avvolgeva il tratto centrale durante la giornata di ricognizioni, rendeva l’asfalto viscido.

Con queste premesse Casarotto, che ritrovava al proprio fianco Oscar Da Meda, partiva cauto, staccando il settimo tempo tra le R2B sul primo impegno di giornata.

Nella prima ripetizione il vicentino si migliorava, salendo al sesto posto, in una sorta di monomarca della casa del leone.

I continui cambi di setup, voluti dal pilota di casa, non gli permettevano, come da previsione, di combattere per le posizioni di vertice.

Il bilancio era da considerarsi positivo, sino all’appuntamento con l’ultimo passaggio sulla “San Benedetto”

A cinquecento metri circa, dall’inizio del tratto cronometrato, sulla Peugeot 208 andava a cedere la cinghia servizi, costringendo Casarotto ad una resa forzata.

“Qui al Palladio il meteo ha sempre giocato un ruolo chiave” – aggiunge Casarotto – “ma devo ammettere che non abbiamo mai trovato condizioni così mutevoli. Il progressivo asciugamento, di speciale in speciale, rendeva molto difficile l’interpretazione. Tratti completamente asciutti si alternavano ad altri parecchio umidi, specialmente nelle parti di sottobosco. Non avevamo mai usato la 208 in situazioni simili e ci è stato molto utile per imparare. Quando la cinghia servizi ci ha abbandonato non abbiamo potuto fare altro che ritirarci. Senza idroguida, con oltre dieci chilometri da affrontare, era impossibile. Grazie a tutti: ai partners che ci han sempre sostenuto, a Vsport, a Movisport ed al mio naviga, Oscar Da Meda, perfetto nella gestione di tutta la gara.”