Nell’estate calda del calcio italiano tra incertezze e speranze

Lo si ripete spesso che la società non é altro che lo specchio dei tempi in cui si vive.

Con i suoi pregi (a volte pochi) e i difetti (spesso e volentieri troppi).
Non c’è dunque da meravigliarsi che anche lo sport rifletta, nel bene e nel male, una situazione che ritroviamo in tanti altri… campi.

Prima pagina di SPORTvicentino in edicola da venerdì 24 agostoE che sia stata un’estate calda, non solo meteorologicamente parlando, é sotto l’occhio di tutti.
Dalla politica al calcio le notizie sono rimbalzate con un effetto che ha portato con sé immancabili polemiche. Dalle accuse per una tragedia come il crollo del ponte Morandi a Genova alle repliche per il mancato rinvio dell’inizio del campionato di serie A con soltanto due partite, quelle delle liguri Samp e Genoa, rinviate per lutto.
Nel mentre a Verona il presidente del Chievo Campedelli si sfregava le mani per il record d’incasso fatto registrare al Bentegodi per il debutto con la maglia della Juve di Cristiano Ronaldo e, a Roma, all’Olimpico un gruppo di tifosi vietava l’accesso in curva nelle prime dieci file alle tifose di sesso femminile.
Lungi da noi indagare sulle possibili motivazioni (come ammoniva spesso il fondatore di Sport Gianmauro Anni “la mamma degli stupidi é sempre incinta”) preferiamo spostare l’attenzione sull’incertezza che regna ormai da settimane in serie C con i campionati che, tra squadre scomparse e richieste di ripescaggio, ad oggi non ha ancora una sua fisionomia se non fosse che, dall’assemblea di Lega Pro dei giorni scorsi, sono emerse le date dell’8 settembre per conoscere i gironi e del 16 per il fischio d’inizio.
“Impediremo la creazione del disegno di caos – ha detto il presidente Gabriele Gravina – Siamo per le regole ed il rispetto delle stesse. Dobbiamo tuttavia appurare che, ad oggi, e’ impossibile partire”.
Con buona pace di chi, con serietà e programmazione, provava a preparare la nuova stagione. E cosí il Vicenza, dopo gli impegni di Coppa e la sfortunata eliminazione a Palermo, prosegue il suo… riscaldamento a suon di amichevoli. Per le quali i tifosi hanno deciso di prendere d’assalto il Comunale di Caldogno o, meglio, il Calidonense Stadium (che fa più chic anche considerando che, dopo il ripescaggio, sarà un palcoscenico d’… Eccellenza!) dove sono andate in scena le sfide con l’ Arzignano Valchiampo, la Calidonense e dove sabato arriverà il Campodarsego.
Non nascondiamo che domenica scorsa nel vedere all’opera la squadra del presidente Chilese abbiamo pensato che non avrebbe affatto sfigurato in un derby vero di campionato con i biancorossi e che Maldonado sembrava decisamente più pericoloso in area di tanti attaccanti schierati tra i professionisti.
Sta di fatto che il patron gialloceleste ha deciso di restare in serie D consapevole dei costi che un salto di categoria avrebbe comportato (“C’è da mettere in preventivo un passivo di un milione, un milione e mezzo di euro” ci aveva detto solo pochi mesi da in occasione del Gran galà del calcio).

Al contrario la famiglia Rosso ha deciso di investire portando in biancorosso, oltre all’ex Arma, anche il promettente attaccante interista Rover e l’esperto centrocampista già del Benevento Andrea De Falco.

Come andrà a finire a livello di risultati non lo potrebbero dire neppure le previsioni di Nostradamus o dell’attento metereologo, con passione calcistica, Marco Rabito.
Quello che é certo, senza ombra di dubbio, é lo straordinario affetto dimostrato dai tifosi: oltre 1500 presenze domenica per un’amichevole estiva sa di fede cieca tanto che la quota degli ottomila abbonati potrebbe essere il punto da cui ripartire.
Con la fiducia e la fierezza di chi é pronto a mettersi ancora una volta in gioco rispettando le regole.
Quelle che a volte mancano in politica a dispetto dei cambiamenti di orientamento governativo e anche nelle sport dove la lezione del barone De Coubertin é solo un lontano ricordo e la “contaminazione” con la res publica come la chiamavano i latini appare sempre più evidente.
“Mala tempora currunt sed peiora parantur” ammoniva Cicerone che, tradotto in soldoni, significa: “Corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori”.
A Vicenza, però, il peggio sembra ormai alle spalle e si ricomincia con un’entusiasmo quale non si vedeva da tempo. Per sognare in grande e costruire qualcosa di importante, rigorosamente bianco…Rosso.