Michele Nicolin responsabile del vivaio

“Il coronamento di un sogno”
Michele Nicolin e Werner Seeber
Michele Nicolin e Werner Seeber

Michele Nicolin i colori biancorossi li porta nel cuore. Prima ha indossato questa maglia da giocatore, poi ha allenato le giovanili e oggi torna a rivestire il ruolo di responsabile del settore giovanile, l’incarico che per oltre un decennio ha ricoperto a Bassano”.
“Per me tornare a Vicenza è il coronamento di un sogno – esordisce – Poter lasciare il segno come coordinatore del vivaio della squadra della mia città era un desiderio che cullavo fin da ragazzino”.
Al suo fianco il direttore sportivo Werner Seeber che sottolinea: “Il lavoro del settore giovanile è di preparazione e formazione e si completa quindi in prima squadra”.
Aggiunge Nicolin: “Bisogna avere il coraggio di aspettare i ragazzi, come è accaduto per Nicola Bizzotto, che non è certo nato capitano”.
Intanto, ha già preso contatto con la nuova realtà: “Abbiamo parlato con tutti, giocatori e famiglie delle squadre del Vicenza e del Bassano: è stato un lavoro immane, che è durato oltre un mese e mezzo. Nel frattempo ho preso anche contatto con le 131 società della Delegazione di Vicenza mentre il rapporto con le altre 70 della provincia era già molto forte per il lavoro portato avanti a Bassano. Investirò il prossimo anno e mezzo per incontrare tutti i club personalmente”.
L’ottica è di formare prima l’uomo e poi il calciatore: “L’obiettivo è di mettere in campo un gioco propositivo e divertente – sottolinea Nicolin – sviluppando in ogni ragaz

o il coraggio e la capacità di assumersi delle responsabilità”.
Altrettanto importante il ruolo dei genitori per i quali è previsto una sorta di “codice di comportamento” in modo da non interferire nelle scelte tecniche.
In organico anche la figura di uno psicologo dello sport, Guido Bresolin.
Accanto al settore giovanile, la Next Generation, la costola già nata in seno al Bassano: “Ha uno scopo ben preciso – illustra – che è quello di portare avanti il metodo del L.R. Vicenza, gestito con sapienza dai miei collaboratori Simeoni e De Pretto, che ha un obiettivo formativo particolare per i ragazzi ad oggi meno pronti vuoi per limiti fisici vuoi per lacune tecniche vuoi per altri motivi in modo tale da poterli riportare maturati a Vicenza”.
I campi utilizzati in città saranno quello di via Gagliardotti, dove si allenerà la Berretti, della Stanga, di San Pio X, Saviabona, Bertesinella e dei Pomari. A Bassano per la Next Gen il sintetico di Cartigliano, il centro giovanile Giusti e lo Sporting Club.
Tra le novità la decisione di non andare in ritiro: “Abbiamo pensato di non andare in ritiro nè con le squadre dell’agonistica nè con quelle dell’attività di base – spiega – perchè il messaggio che vogliamo lanciare alle oltre 200 società del territorio è di essere a disposizione e di aprire i campi a tutti per fare formazione congiunta. Il secondo messaggio è per la città: il vivaio è vostro e le porte sono aperte. Vi aspettiamo per tutta l’estate. Soltanto la Berretti andrà per quattro giorni al mare secondo quello che era il modello olandese-danese”.
E a proposito di Berretti ci sono da registrare due graditi ritorni in biancorosso: Guido Belardinelli, che allenerà la squadra e Toto Rondon, collaboratore tecnico.
“Poter essere oggi qui è motivo di grande soddisfazione” esordisce l’ex difensore.
Aggiunge l’indimenticato bomber: “Per me è come tornare a casa: sono stato un po’ in vacanza, per sette anni, ed è la terza volta come allenatore che ritorno dopo i trascorsi da calciatore e devo dire che è sempre un’emozione incredibile. Di questo ringrazio Michele Nicolin e l’intero staff che mi hanno dato la possibilità”.
Altri sono poi i biancorossi doc inseriti nello staff: i preparatori dei portieri della Berretti: Mirko Muraro è figlio d’arte, dell’ex portierone, mentre Carlo Gelmetti è il nipote di Adriano Bardin.