Da Montecchio ecco l’esempio di un calcio virtuoso

Il calcio berico prova a fare squadra

Lo avevamo scritto nell’editoriale della settimana scorsa: mai come in questo momento il calcio berico sta provando a fare squadra.
L’esempio arriva in primis da Bassano dove Renzo Rosso ha pensato bene di unire e di fondere insieme la società giallorossa al Vicenza, acquisto fresco fresco, per lanciare un nuovo progetto e, magari, tentare la scalata ai palcoscenici maggiori.
Senza fare follie o bruciare i tempi, come ha precisato Stefano Rosso lunedì in conferenza stampa, però provando comunque a gettare le basi per una realtà importante.
“E al Bassano e al Vicenza si poteva aggiungere anche l’Arzignano Valchiampo” abbiamo scherzato con Lino Chilese, presidente gialloceleste, uno dei tanti ospiti martedì sera al Gran galà del calcio vicentino andato in scena nello splendido scenario di villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore.
“Per affrontare un campionato di serie C devi mettere in preventivo un passivo di un milione, un milione e mezzo di euro” ci ha replicato il patron del calcio arzignanese, che sta già programmando la nuova stagione in serie D, che partirà in panchina con la novità di Daniele Di Donato al posto di Vincenzo Italiano e che tra i primi acquisti di mercato vede l’ingaggio dall’Este di Andrea Munaretto, difensore cresciuto nelle giovanili di Bassano, Schio e Vicenza (arrivando fino alla Primavera) per poi vestire anche la maglia del Montecchio Maggiore.
Insomma, a dispetto del quinto posto nella classifica dei ripescaggi, Chilese preferisce continuare l’avventura in campi più vicino a casa, senza quelli stravolgimenti che una serie C richiederebbe.

Il Montecchio Maggiore

Una politica che condivide, seppur un po’ più sotto di categoria, il suo “vicino” Romano Aleardi, presidentissimo del Montecchio Maggiore.
C’era anche lui a villa Cordellina e, soprattutto, non è voluto mancare allo stadio Menti dove le sue squadre sono state le incontrastate regine del torneo Città di Vicenza facendo registrare uno storico 5 su 5: doppia vittoria con i Pulcini (2007 e 2008), successo bis con gli Esordienti (a 9 e a 11) e, infine, l’affermazione con i Giovanissimi regionali.
Risultati da stropicciarsi gli occhi, ma che in realtà testimoniano la bontà di un lavoro svolto nel territorio e che pone il settore giovanile come base fondante della prima squadra.
“Molti dei nostri ’92 saranno promossi tra i grandi” ci confidava Mattia Aleardi, che di Romano è il nipote ed è destinato a raccoglierne l’eredità ai vertici, affiancandolo intanto nella programmazione e gestione.
Mattia è uno dei “nostri ragazzi”, è stato vincitore del Trofeo Andrea e Stefano giocando allo stadio Menti che lo ha visto scendere in campo anche nel Città di Vicenza.

Esempi

Ci piace pertanto constatare come una passione di famiglia si trasmetta, di generazione in generazione, continuando un percorso iniziato più di trent’anni fa e che pone al centro i valori di un calcio ancora fatto in… casa. Basti pensare che Matteo Casarotto, goleador della prima squadra insieme con il compagno Hakim Calgaro, è uno di quei giovani che, prima ancora di averne l’età per l’iscrizione, hanno iniziato a frequentare i camp di Grancona e San Gottardo.
Ce lo ricordiamo piccolissimo (e forse potremmo avere in archivio ancora qualche foto quando ancora non esisteva il digitale!), che però già faceva numeri con il pallone al piede.
Anche lui ha vinto il Trofeo Andrea e Stefano e spesso e volentieri finiva nel taccuino degli osservatori che però gli preferivano giocatori più alti di statura.
Come se Messi o Maradona fossero stati dei giganti!
Al di là delle battute ci piacerebbe che l’esempio “virtuoso” del Montecchio, ma anche dell’Arzignano Valchiampo, potesse rappresentare un segnale da cui ripartire.

Daremo una scossa allo sport

Quel segnale che ha voluto dare Francesco Rucco, neo sindaco di Vicenza, partecipando al Galà del calcio insieme con Andrea Berengo, che i ben informati indicano come prossimo assessore allo sport.
“Daremo una grande scossa allo sport” ha detto il primo cittadino, da sempre grandissimo tifoso del Vicenza.
“La funzione degli allenatori é educativa – ha aggiunto – e per questo vorrei ricordare Nicola Zanini, che ha rivestito questo ruolo in maniera davvero straordinaria contribuendo alla salvezza biancorossa”.
Del resto, a villa Cordellina c’erano tanti grandi del passato, da Adriano Bardin a Giorgio Biasiolo solo per citarne due, che testimoniano una volta di più come il calcio vicentino abbia fatto la storia dei grandi club nazionali.
Ecco allora che è davvero arrivato il momento di farne tesoro per ripartire guardando in alto o, quanto meno, al di là dei campanili.