Tra le tante “R” manca ancora quella di rosa

r-vicenza-calcio-lanec14Perplessità, per non dire di peggio.
Dopo l’attesa conferenza stampa di presentazione del progetto Vi.Fin. – Boreas è difficile capirci qualcosa. Più che altro perché – come al solito – oltre alle parole non si intravedono azioni concrete per quello che è l’aspetto più importante, ovvero la formazione della squadra. Per questo, parafrasando quanto dichiarato da Franchetto in conferenza stampa, qui non è tanto un discorso di passare dalla R di “retrocessione” alla R di “ripartiamo”, che fa tanto slogan alla “Renzi”, ma alla R più importante, quella di “rosa”, intesa come squadra e formazione. Quella che dovrà cominciare a sudare in un’altra R fondamentale, quella di “ritiro” (o “Roana”), per evitare ovviamente di finire fin troppo rapidamente in un’altra R, quella di “rovina”.

Giochi di parole a parte, ma non troppo, quello che preme a tutti quei tifosi indecisi se rifare l’abbonamento o no (altro che patto d’acciaio), è capire se, a fronte degli annunci all’insegna della professionalità, alla fine riusciremo a formare una squadra che ci permetta di evitare figuracce, o meglio evitare di coprirci di un’altra R, quella di “ridicolo”.

Questo perché, alla fine, come tutti sanno, conta solo il campo, e quegli undici giocatori (più quelli in panchina) chiamati a lottare e a provare a vincere. E se in questo processo di costruzione si gioca sull’ennesima R, quella di “risparmio”, scommettendo su “rincalzi” da beach soccer e un’infornata di giovani di belle speranze… insomma, altro che “ripartiamo”, non “raccontiamocela”.

Non è per fare i “rompiballe”: tutto questo lo diciamo solo perché da fuori è difficile, onestamente, mettere a fuoco la strategia che sta portando a questa sequenza di “rescissioni”, in attesa che il progetto sportivo (con in prima fila l’allenatore) venga finalmente presentato senza ulteriori “rinvii”. Possiamo capire che il regolamento della serie C sia assurdo e la richiesta di fideiussioni proporzionali al tetto ingaggi non offra troppe alternative, ma su qualche mossa ci sono degli interrogativi grandi come una casa.

Ad esempio: se per chi, come Zaccardo, la rescissione è una scelta comprensibile, dato che ha un contratto insostenibile per la categoria e poco mercato, per chi invece un po’ di mercato ce l’ha – Piccinocchi, per dirne uno – non ha molto senso tagliare senza incassare nulla. Già il budget ci sembra molto risicato per puntare in alto, se ci mettiamo persino a “regalare” giocatori – come già fatto troppe volte in passato – dove finiremo? Se ci sbagliamo, ditecelo. Ma dato che di parole al riguardo non ne arrivano, non possiamo fare altro che “rimanere” in attesa di “risposte”.

Ma il tempo, come la pazienza, ha un limite, e qui siamo già agli sgoccioli.
Quindi, cari azionisti, forse è il caso di cominciare a definire i contorni di come sarà la prossima stagione, e che il nuovo direttore sportivo si prenda la briga di dirci cosa ha in mente, senza “ritardi”, e che in ritiro ci sia insieme al nuovo tecnico almeno una parvenza di squadra.
Altrimenti l’unica R che rimarrà sarà quella di “rabbia”, sappiatelo.