Challenger Vicenza 2016: Riba si ritira, vince Andreozzi

Guido Andreozzi (ph tennispalladio98.it)
Guido Andreozzi (ph tennispalladio98.it)

E’ stato un epilogo inatteso quello del Challenger di Vicenza 2016, con la finale tra l’argentino Guido Andreozzi e lo spagnolo Pere Riba durata appena 18 minuti. Perso il primo set 6-0, Riba ha infatti optato per il ritiro causato da un affaticamento generale che quest’oggi non gli ha consentito di esprimersi.

“Essendo partito dalle qualificazioni ha giocato tanti match in pochi giorni e non ha recuperato bene” – ha dichiarato a fine gara l’allenatore dello spagnolo – “adesso è chiaramente deluso, non riusciva neanche a muoversi, gambe e schiena erano totalmente bloccate. Peccato davvero, è stato sfortunato, ma ha giocato un gran torneo e questo rimane. Deve continuare così”. La sorte ha dunque giocato un brutto scherzo a Riba, che negli scorsi turni aveva dato vita a delle vere e proprie battaglie. Superati i primi step delle Quali, l’iberico aveva eliminato nell’ordine Gombos, la testa di serie numero 2 Brands, Golubev e il nostro Eremin al termine di un match combattuto e sofferto durato quasi 3 ore.

A far festa dall’altro lato della rete è stato Guido Andreozzi, capace di vincere il torneo dopo aver eliminato nell’ordine Lama, Gonzalez, Gimeno-Traver e soprattutto il favorito Gastao Elias, numero 88 al mondo. “Per me era la terza volta qui a Vicenza, vengo sempre volentieri e aver vinto mi riempie d’orgoglio’ – ha evidenziato l’argentino alla fine dell’incontro – ‘ Sono molto contento perché ho giocato un buon tennis. Mi sono sentito bene durante tutta la settimana e questo è l’importante. Mi dispiace per Pere che è stato un po’ sfortunato ma nello sport queste cose possono capitare”.

Poco se non pochissimo da dire su una finale che dal punto di vista tecnico ha regalato ben poco. Che Riba non fosse in forma lo si è capito da subito: Andreozzi ha condotto la gara in tutta tranquillità tenendo sempre il servizio e brekkando l’avversario in tutte le occasioni avute a disposizione. Sei game a zero in neanche venti minuti di gioco la dicono lunga su una gara che quest’oggi è stata giocata ad armi impari.

fonte: tennispalladio98.it